ROMA, 15 ottobre 2022 – I militanti romani del fulmine cerchiato stamattina sono scesi in piazza sotto il Ministero della Pubblica Istruzione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e del nuovo governo le criticità della scuola che vanno immediatamente affrontate.
Dopo venti giorni di trattative e giochi elettorali scendiamo in strada per chiedere con forza un intervento rapido e risolutivo da parte della nuova maggioranza sul mondo della scuola, che mentre questi signori si spartiscono il potere continua ad essere colpita dagli effetti delle ricette dem, liberali e tecniche che sono state applicate negli ultimi decenni. Lo abbiamo già detto: alla distruzione hanno concorso tutte le parti politiche che oggi bisticciano sulle macerie, dal centrodestra al centrosinistra. Vent’anni di tagli costanti e riforme assassine come quelle della Gelmini e di Renzi ci hanno portato alla gestione fallimentare del governo Draghi, che non ha fatto altro – tramite la mummia Patrizio Bianchi – che proseguire sulla distruzione della scuola pubblica.
“Stamattina – inizia la nota del Blocco Studentesco – abbiamo voluto dare un messaggio chiaro al nuovo governo che va formandosi in questi giorni: non ci sarà pace per
“Delle soluzioni concrete – continua la nota – che abbiamo condensato in quattordici punti che abbiamo chiamato Agenda Blocco e che speriamo possa assurgere a nuovo modello di approccio alla Scuola pubblica: basta con i miti della decrescita e del liberismo, lo Stato deve essere protagonista nel suo settore strategico più importante, ovvero l’istruzione, l’università e la ricerca, per toglierla dalle mani di chi vorrebbe usarlo come trampolino di lancio dei suoi introiti”.
“Oggi qui con noi abbiamo portato la voce di studenti e giovani lavoratori – conclude la nota – che speriamo sia raccolta da chi ora pretende di guidare l’Italia. Non ci accontenteremo delle parole e delle pacche sulle spalle, non ci accontenteremo di vedere la sinistra italiana fuori di sé per il risultato elettorale: contano soltanto i fatti e la volontà politica di