MONZA, 1 aprile 2025 – Un sabato all’insegna di emozioni intense e di una preziosa parentesi di normalità ha animato il reparto Luce della Casa Circondariale di via Sanquirico a Monza. Si è svolta, infatti, la terza edizione della giornata Genitori-Figli, un’iniziativa toccante organizzata dal Centro Sportivo Italiano – Comitato Territoriale di Milano, che ha permesso alle famiglie dei detenuti di trascorrere un’intera giornata all’interno dell’istituto, condividendo momenti di gioco, convivialità e festa con i loro cari.
Circa una ventina di nuclei familiari, con bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 16 anni, hanno partecipato con entusiasmo alle attività ludico-sportive proposte dal CSI. L’opportunità di vivere uno spazio diverso e speciale rispetto al contesto ristretto e formale dei colloqui ha generato gioia e partecipazione nei più giovani. Nel cortile di cemento interno al reparto, sono state allestite nove postazioni gioco, gestite con dedizione da cinque volontari del progetto CSI per il Mondo – l’iniziativa di volontariato sportivo internazionale del CSI – insieme agli istruttori della squadra di pallavolo del Carcere, guidati da Lucia Teormino, responsabile dell’intero progetto carcere CSI Milano.
L’offerta di attività è stata variegata e coinvolgente: dal tiro con l’arco al badminton, dal ping-pong al tiro ai barattoli, passando per i colorati palloncini fino all’angolo trucco e disegno pensato per i più piccoli. I papà hanno potuto così dedicarsi al gioco con i loro figli, creando momenti di spensieratezza e complicità.
Un contributo significativo per rendere la mattinata ancora più allegra e divertente è arrivato dall’associazione A.N.A.S. PensiamocInsieme APS, che ha curato l’animazione musicale con tanto di karaoke, una postazione per scattare foto ricordo e divertenti clownerie. Immancabile, poi, un pranzo condiviso e abbondante, preparato con cura dal comparto cucina del reparto Luce.
Queste ore di “straordinaria normalità” rappresentano un tassello fondamentale per garantire la continuità dei rapporti tra i detenuti e i loro familiari, e per i ragazzi coinvolti attivamente nel progetto CSI ‘Liberi di Giocare’. Un’iniziativa che nella scorsa stagione ha registrato numeri significativi: oltre 700 ore annuali di attività nelle carceri di Monza e della provincia di Milano, 32 allenatori coinvolti, 2 squadre di detenuti iscritte al campionato CSI, 46 amichevoli e 12 partite di torneo primaverile.
“La sfida oggi non è più soltanto quella di portare lo sport in carcere come mera attività sportiva ma è quella di riuscire, anche negli istituti di pena, a rendere lo sport uno strumento educativo, come accade nelle società sportive – ha sottolineato il Presidente CSI Milano Massimo Achini –. Questo progetto apre nuove frontiere alle proposte sportive in carcere. Attraverso la giornata genitori-figli siamo stati in grado di creare, utilizzando il gioco, un contatto speciale tra le famiglie; più stretto, umano e sicuramente differente da quello che si instaura abitualmente durante i colloqui”.
La Direttrice della Casa Circondariale di Monza, Cosima Buccoliero, ha aggiunto: “La proficua collaborazione tra la Direzione della CC di Monza e il Centro Sportivo Italiano ha portato all’ampliamento del progetto ‘Liberi di Giocare’ che ha interessato, oltre ai detenuti, anche le loro famiglie. Lo sport in carcere, tanto sostenuto per il benessere psico–fisico che promuove, è diventato anche uno strumento educativo importante per sostenere i detenuti nel ruolo genitoriale e accompagnarli a vivere esperienze di segno positivo con le loro famiglie. La cura della relazione genitoriale passa anche attraverso l’organizzazione di giornate a ciò dedicate, dove il nucleo familiare viene coinvolto in attività ludico-sportive appositamente pensate dagli operatori del CSI”.
Stefano Guarda, uno dei volontari che ha partecipato alla giornata, ha condiviso le sue emozioni: “Sabato mattina abbiamo avuto l’onore di poter partecipare all’incontro tra alcuni detenuti e le proprie famiglie all’interno delle mura del carcere di Monza, cogliendo attimi di inarrivabile potenza emotiva. Di certo non mi sarei aspettato l’elevato numero di persone presenti, tutte estremamente diverse e con differenti modalità di approccio verso di noi che, probabilmente, ai loro occhi apparivamo come fuori contesto. Come in ogni occasione sono stati proprio i bambini, a cui poco importa dove si svolga il gioco, ad avere coinvolto papà e mamme nelle attività da noi proposte. La mia speranza era che in quel momento, anche se solo per poche ore, si riuscisse a decontestualizzare l’ubicazione per creare una sorta di bolla di normalità. Ciò che mi ha colpito di più è stata la voglia di aprirsi dei ragazzi detenuti, di provarci, di fare qualcosa di cui essere soddisfatti di se stessi: cucinare, recitare, lavorare. Da allenatore la trovo una mentalità davvero vincente, perché la vita di ognuno è, in fondo, e mi si passi la metafora, come un campionato di calcio. Ci sono partite vinte e partite perse, anche in maniera eclatante. Però è anche vero che c’è sempre un’altra partita da giocare, prima o poi si torna in campo, e la vera vittoria sta nell’essersi comunque allenati e non aver ceduto allo sconforto ed all’amarezza degli eventi. Di certo io non ho cambiato la loro vita, ma loro, almeno un pochino, hanno impreziosito la mia.”
Il CSI opera da oltre 20 anni all’interno degli istituti carcerari lombardi con diversi e numerosi progetti, collaborando attivamente con le Case Circondariali di San Vittore (Milano) e di Monza, oltre che con l’istituto minorile Beccaria, testimoniando un impegno costante verso la rieducazione e il sostegno delle persone detenute.