AI e futuro del lavoro: l’Innovation Training Summit esplora le nuove competenze necessarie

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ROMA, 3 aprile 2025-In un contesto globale segnato da forti incertezze economiche e geopolitiche, acuite dalle recenti minacce di dazi americani annunciati dal presidente Trump, il tema dell’attrazione e dellaRetention dei talenti si conferma cruciale per la sopravvivenza e la crescita delle aziende italiane. Proprio su queste sfide, e sul ruolo sempre più pervasivo dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, si concentra l’Innovation Training Summit, in programma oggi e domani a Roma.

L’evento internazionale, organizzato dall’associazione no profit Ecosistema Formazione Italia (EFI), si propone come un momento di riflessione e confronto tra esperti, istituzioni e imprese per ripensare il futuro della formazione e del lavoro nell’era delle trasformazioni tecnologiche.

Il rapporto tra italiani e Intelligenza Artificiale: luci e ombre da una ricerca Ipsos

Uno dei momenti chiave del Summit è stata la presentazione della ricerca “Intelligenza artificiale: cosa dopo il clamore?” realizzata da Ipsos. L’indagine esplora il rapporto tra individui e aziende con l’AI, evidenziando un quadro contrastante in Italia rispetto al contesto internazionale. Se a livello globale il 67% del campione dichiara una buona comprensione dell’AI, in Italia questa percentuale scende al 51%.

Tuttavia, l’impatto percepito dell’AI è significativo: il 40% degli intervistati afferma che l’AI ha già cambiato la propria vita, mentre una schiacciante maggioranza (60%) è convinta che la cambierà nei prossimi anni, e addirittura il 66% crede che trasformerà profondamente la vita professionale. L’utilizzo di chat generative è già una realtà per sei italiani su dieci (con ChatGPT al 73% e Gemini al 38%).

Stefano Marchese e Kevin Giorgis

Questa “rivoluzione AI” porta con sé la necessità impellente di acquisire nuove competenze. Quasi la metà del campione (48%) esprime la volontà di intraprendere percorsi formativi per imparare a gestire queste innovazioni.

Anche le aziende riconoscono il potenziale dell’AI: il 51% la considera uno strumento utile per migliorare l’efficienza operativa, il 49% per l’analisi dei dati e il 47% per l’automazione dei processi di routine.

EFI: la formazione al centro per non subire il cambiamento

«Viviamo – sottolinea Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia – in un’epoca di grandi evoluzioni e la formazione ha un ruolo centrale che non possiamo ignorare. Per non subire i cambiamenti di un mondo che, dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, corre sempre più veloce, la formazione tradizionale non è più sufficiente per garantire la competitività delle imprese e la crescita professionale delle persone».

L’Innovation Training Summit, giunto alla sua seconda edizione, mira proprio a «cambiare la mentalità di tutti gli operatori del settore della formazione: istituzioni, scuole, università e aziende che, a vario titolo, operano nel settore della formazione». L’obiettivo ambizioso è quello di «iniziare, come già si fa in altri Paesi, a ragionare in termini di Smart nation creando occasioni di incontro durante i quali pubblica amministrazione, enti di ricerca e imprese possano collaborare per rendere sempre più efficiente la formazione di domani». Giorgis ha inoltre espresso la volontà di rendere questo evento un appuntamento fisso, sia in Italia che all’estero.

Il Ministro Urso: investire in competenze per affrontare la doppia transizione

Anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato l’importanza cruciale della formazione per affrontare le sfide attuali: «La doppia transizione,

Il ministro Urso

ecologica e digitale, richiede nuove specializzazioni, ancora spesso difficili da reperire. Il disallineamento tra domanda e offerta di competenze rischia di frenare la crescita, in un contesto in cui la competitività si basa sempre più sul valore aggiunto piuttosto che sul costo del lavoro».

Il Ministro ha ribadito l’impegno del governo nell’investire in innovazione e tecnologie avanzate, citando il Piano Transizione 4.0 e 5.0 e la Fondazione Intelligenza Artificiale di Torino. «L’intelligenza artificiale offre opportunità straordinarie per ottimizzare i processi e personalizzare i servizi, ma servono professionisti formati per sfruttarne appieno il potenziale».

Urso ha riconosciuto gli sforzi del sistema formativo italiano, con percorsi universitari dedicati e gli ITS, ma ha sottolineato la necessità di «allineare rapidamente la formazione alle esigenze del mercato, integrando il nostro know-how tradizionale con le nuove tecnologie». Un approccio che deve coinvolgere tutti i livelli aziendali, «dagli operai ai manager, con un supporto non solo tecnico ma anche umano: leadership, apprendimento continuo, collaborazione, con l’obiettivo di mettere la persona al centro della trasformazione».

Il Ministro ha concluso esprimendo apprezzamento per l’iniziativa dell’Innovation Training Summit, definendola un’occasione preziosa per unire competenze diverse e affrontare il futuro trasformando le sfide in opportunità, rendendo l’Italia «più forte, competitiva e pronta ad affrontare il domani con un approccio aperto e neutrale verso le tecnologie che migliorano economia e società».

L’Innovation Training Summit si configura dunque come un importante momento di confronto per delineare le strategie future per la formazione e il lavoro in Italia, con un focus particolare sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale e sulla necessità di coltivare e trattenere i talenti in un contesto economico globale sempre più complesso e competitivo.