CGIL Varesotto: “Basta tagli alle pensioni e chiusure di Uffici Postali”

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VARESE, 3 aprile 2025-Tre giorni di intensa mobilitazione hanno visto il sindacato dei pensionati e il sindacato dei lavoratori della comunicazione della CGIL uniti in una serie di volantinaggi davanti agli uffici postali di Busto Arsizio, Saronno e Varese.

L’iniziativa, che si è svolta nelle giornate del 1, 2 e oggi 3 aprile, rientra in un quadro di protesta nazionale volto a sensibilizzare la cittadinanza e i pensionati su temi cruciali come la difesa dei posti di lavoro e degli uffici postali a rischio chiusura, la tutela del potere d’acquisto di salari e pensioni, e l’importanza della partecipazione al voto per i prossimi quesiti referendari dell’8 e 9 giugno.

La CGIL ha espresso con forza le proprie preoccupazioni riguardo a diverse questioni urgenti. In primo luogo, è stata ribadita la necessità di una tassazione più equa e l’urgenza di un aumento degli aventi diritto e dell’importo della 14ª mensilità per i pensionati. Un punto centrale della mobilitazione è stata la tutela reale del potere d’acquisto delle pensioni. Il sindacato ha denunciato come, nel solo biennio 2023-2024, siano stati “sottratti oltre 7 miliardi di euro dalle pensioni”, con una previsione ancora più allarmante di 54 miliardi entro il 2032. “Questi soldi, guadagnati dopo una vita di lavoro, non verranno mai recuperati”, hanno sottolineato i rappresentanti sindacali durante i volantinaggi.

Un altro tema cruciale al centro della protesta è la difesa degli uffici postali, definiti “veri e propri presidi di democrazia”. La CGIL ha evidenziato come il 60% del Paese sia a rischio abbandono e spopolamento, in particolare nelle aree interne dove risiede una parte significativa della popolazione anziana. In questi contesti, gli uffici postali rappresentano un servizio essenziale per garantire i diritti di cittadinanza e la coesione sociale.

Il sindacato ha tracciato un bilancio negativo degli ultimi dieci anni di privatizzazione di Poste Italiane, denunciando:

La chiusura definitiva di oltre 700 uffici postali.

La riduzione degli orari e dei giorni di apertura, con un numero significativo di uffici aperti a giorni alterni o chiusi nel pomeriggio nel corso del 2024.

La perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, con un calo dell’organico da 143.700 nel 2015 a 120.155 nel 2023.

Il ridimensionamento del servizio universale di recapito, con conseguenti disagi per migliaia di cittadini che non ricevono più la posta regolarmente.

In conclusione, la CGIL ha lanciato un appello alla partecipazione al voto per i referendum dell’8 e 9 giugno, sottolineando come “andare a votare significa scegliere un paese più giusto, il voto è la nostra rivolta”. L’iniziativa di mobilitazione nel Varesotto non si esaurisce con questi tre giorni di volantinaggio, ma è destinata a proseguire nei mesi di maggio e giugno, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su queste importanti tematiche e coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini.