Milano Zona Sud in mobilitazione contro la militarizzazione e a sostegno della Palestina

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MILANO, 3 aprile 2025-Cittadine e cittadini, associazioni, comunità locali e realtà sociali e territoriali della zona Sud di Milano lanciano un appello forte e chiaro contro la crescente militarizzazione dell’Europa e dell’Italia.

In un momento storico delicato, segnato da conflitti internazionali e crescenti tensioni, la decisione dell’Unione Europea di destinare ingenti risorse, ben 800 miliardi di euro attraverso il piano ReArm Europe, all’acquisizione di nuovi armamenti suscita profonda preoccupazione e ferma opposizione nella comunità della zona Sud di Milano.

“Riteniamo inaccettabile che risorse pubbliche così significative vengano dirottate verso l’alimentazione di conflitti, a discapito di settori vitali per il benessere della nostra società,” dichiarano i promotori dell’appello. “L’istruzione e la sanità subiscono tagli continui, mentre gli stipendi di lavoratrici e lavoratori rimangono bloccati da anni. La partecipazione dell’Italia a queste manovre belliche non fa altro che esacerbare il carovita e l’inflazione, penalizzando l’intera popolazione.”

La mobilitazione della zona Sud punta il dito anche contro il sostegno militare ed economico fornito dal governo italiano e dall’Unione Europea a Israele, denunciando con forza la complicità in “genocidio e gravi violazioni dei diritti umani nei confronti del popolo palestinese”. La solidarietà va alle vittime di violenza e oppressione, con una richiesta unanime per la cessazione immediata dell’invio di armi e il rispetto del diritto internazionale.

A testimonianza di questa solidarietà concreta, i 500 euro raccolti in precedenti iniziative saranno devoluti in parti uguali alle azioni di risposta all’emergenza umanitaria in Palestina di Emergency e alla ricostruzione del villaggio di Masafer Yatta nei territori palestinesi occupati, attraverso l’associazione Assopace Palestina.

Il grido si leva con forza contro il coinvolgimento dell’Italia in alleanze militari che alimentano guerre e tensioni internazionali. La richiesta è netta: l’uscita dell’Italia dalla NATO e il ritiro delle oltre 120 basi militari straniere NATO e USA dal territorio nazionale.

Un ulteriore motivo di preoccupazione e opposizione per la comunità della zona Sud è rappresentato dall’estensione temporale e spaziale delle zone rosse nella città di Milano. Questa misura, definita “repressiva e propria di uno stato di polizia”, viene vista come una limitazione inaccettabile delle libertà personali, che colpisce in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione. Insieme alle altre misure contenute nel Ddl 1236 (ex 1660), o Ddl sicurezza, si denuncia una deriva verso una gestione securitaria dello spazio urbano, a scapito di soluzioni concrete per il benessere delle comunità.

“Esigiamo investimenti per la vita, non per le armi!” è il motto che unisce la società civile della zona Sud, determinata a unirsi e organizzarsi per far sentire la propria voce.

Le iniziative in programma:

Venerdì 4 aprile, dalle 15.30 alle 19.30: Gazebo informativo in via Montegani, angolo via Palmieri (Milano). Sarà un’occasione per informare la cittadinanza, raccogliere adesioni alla petizione che chiede al Governo italiano di sospendere gli accordi politici, militari e commerciali con Israele fino al rispetto delle risoluzioni ONU sui territori palestinesi occupati, e partecipare a interventi e laboratori di approfondimento.

Sabato 12 aprile, ore 14:00: Ritrovo in piazza Abbiategrasso per raggiungere insieme la Manifestazione Nazionale “Fermiamo la macchina bellica! Palestina libera!” che partirà da piazza Duca D’Aosta (Milano).

La comunità della zona Sud di Milano invita con forza tutta la società civile a scendere in piazza sabato 12 aprile, unendosi al corteo a sostegno del popolo palestinese e contro l’economia di guerra, per trasformare la solidarietà in un’azione concreta ed efficace.