ROMA, 3 aprile 2025-È ufficialmente iniziato oggi a Roma il negoziato per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dei settori chimico e farmaceutico per il triennio 2025-2028. La Segreteria Nazionale UGL Chimici, guidata dal Segretario Nazionale Eliseo Fiorin, dal Vice Segretario Nazionale Enzo Valente e dal Responsabile Nazionale del settore chimico-farmaceutico Fabrizio Rigoldi, insieme alla delegazione trattante, ha fin da subito sottolineato l’urgenza di definire un accordo che offra risposte tangibili alle attuali criticità e che funga da guida per le future trasformazioni del settore.
L’incontro inaugurale si è svolto all’insegna dell’auspicio di un confronto rapido e costruttivo, che possa sfociare in un contratto solido e in grado di soddisfare le reali esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, sia sul piano economico che in termini di diritti e qualità del lavoro.
“Questo rinnovo – ha dichiarato il Segretario Nazionale Eliseo Fiorin – nasce da un dialogo continuo e costante. Il nostro contratto rappresenta un punto di riferimento nel panorama della contrattazione collettiva italiana, dimostrando la capacità di anticipare le evoluzioni e di governare il cambiamento, anziché subirlo. Anche in passato, abbiamo affrontato temi complessi, come l’impatto dell’inflazione, con responsabilità e lungimiranza.”
Fabrizio Rigoldi ha quindi illustrato i punti chiave della piattaforma rivendicativa di UGL Chimici, evidenziando l’obiettivo di costruire un modello contrattuale che tuteli l’occupazione, migliori le condizioni di lavoro, assicuri un equilibrio tra innovazione e diritti, e rafforzi il ruolo attivo delle rappresentanze sindacali nei processi decisionali aziendali.
Il rinnovo contrattuale si inserisce in un contesto internazionale complesso, caratterizzato da instabilità geopolitica e da un’Europa ancora alla ricerca di una strategia industriale unitaria. Le aziende del comparto chimico-farmaceutico operano in mercati globali sempre più volatili, risentendo dell’aumento dei costi di produzione, in particolare dell’energia, e di una crescente delocalizzazione favorita da politiche estere più aggressive. La mancanza di una chiara strategia nazionale in materia di ricerca, sviluppo e valorizzazione delle filiere strategiche rischia di compromettere la competitività dell’intero sistema industriale italiano.
In questo scenario, UGL Chimici ritiene che la contrattazione collettiva debba rafforzare il suo ruolo centrale, non solo per difendere il potere d’acquisto dei lavoratori, messo a dura prova dall’inflazione, ma anche per accompagnare le transizioni in atto: ambientale, digitale, energetica e demografica. Il nuovo contratto dovrà garantire tutele concrete di fronte alla crescente adozione di tecnologie come l’intelligenza artificiale, promuovendo al contempo la formazione continua e lo sviluppo di nuove competenze.
“Il nostro impegno – ha concluso Fiorin – è quello di costruire un contratto che guardi al futuro e che ponga al centro la persona, la dignità del lavoro e un modello partecipativo in cui le lavoratrici e i lavoratori abbiano voce nelle scelte strategiche che li riguardano.”
Il prossimo incontro tra le parti è già fissato per lunedì 14 aprile, sempre a Roma. Si preannuncia un negoziato intenso, chiamato a dare risposte concrete alle sfide che il settore chimico-farmaceutico si trova ad affrontare in un contesto globale in continua evoluzione.