Potere di altro genere: Giorgia Serughetti alla CGIL Varese analizza il rapporto tra donne, femminismi e politica

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VARESE, 5 aprile 2025-Un’analisi lucida e approfondita sul complesso rapporto tra donne, femminismi e politica è stata offerta dalla ricercatrice in Filosofia politica Giorgia Serughetti, ospite della sesta tappa della Scuola di formazione “Non è mai troppo tardi per occuparsi di cultura e politica”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione 100venti e dalla CGIL Varese, ha visto una partecipazione attenta presso la Camera del lavoro di Varese.

Giorgia Serughetti, che svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, ha focalizzato il suo intervento sull’evidente aumento di figure femminili ai vertici politici, sia in Italia che in Europa. I nomi di Giorgia Meloni ed Elly Schlein a livello nazionale, e di Ursula von der Leyen, Marie Le Pen e Alice Weidel in ambito europeo, testimoniano una presenza femminile inedita nelle istituzioni.

Tuttavia, come ha sottolineato con forza la studiosa, questa ascesa di donne ai posti di comando non si è tradotta automaticamente in un miglioramento della condizione femminile a livello sociale né in una diminuzione delle difficoltà che le donne incontrano nel fare politica. “Un conto infatti è la politica delle donne, un conto la politica per le donne”, ha affermato Serughetti, evidenziando come la leadership femminile di per sé non garantisca politiche a favore dell’uguaglianza di genere.

Giorgia Serughetti

In questo scenario, il femminismo assume un ruolo centrale. Lungi dall’essere un movimento monolitico, esso si presenta come un “fiume dai tanti rivoli”, ma resta una delle poche forze sociali capaci di mobilitare e riempire le piazze, come dimostrano le partecipate iniziative di “Non una di meno” e le recenti manifestazioni in seguito all’omicidio di Giulia Cecchettin.

Un interrogativo cruciale sollevato dalla relatrice è stato quello della collocazione politica del femminismo: “La destra si è appropriata di un linguaggio in parte femminista (parlando di gestazione per altre, femminicidio, aborto). Senza che però a tale appropriazione seguissero azioni di uguaglianza e liberazione per le donne”. Serughetti ha messo in guardia da un utilizzo strumentale di temi cari al femminismo, un linguaggio che, pur richiamandovi, si muove in realtà contro i diritti e l’autodeterminazione dei corpi femminili.

La Scuola di formazione “Non è mai troppo tardi per occuparsi di cultura e politica” proseguirà con appuntamenti di rilievo. Sono infatti attesi interventi di figure di spicco del mondo sindacale come Susanna Camusso e Francesca Re David, oltre a quello di Marco Omizzolo, sociologo da tempo impegnato nella lotta contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato. L’iniziativa si conferma un importante spazio di riflessione e approfondimento su temi cruciali per la società contemporanea.