Successo a Varese per l’omaggio a Jannacci: il “Concerto malincomico” conquista il pubblico

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VARESE, 5 aprile di GIANNI BERALDO

Ai varesini la forma Teatro canzone piace. E parecchio.

Così, dopo il buon riscontro del primo spettacolo della rassegna Teatro Musica milanese, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Varese (di cui è assessore Enzo Laforgia) andato in scena venerdì 27 marzo dove si ricordava la figura del maestro D’anzi ieri sera, venerdì 3 aprile, grande successo alla Sala Montanari, per la rivisitazione di una parte del vasto repertorio musicale dell’indimenticabile Enzo Jannacci.

‘Roba minima, s’intend! Concerto malincomico’, questo l’azzeccato titolo dello spettacolo messo in scena da un gruppo di artisti, di musicisti davvero all’altezza del compito non semplice, ossi quello di ricordare con ironia, allegria e una nemmeno tanto velata malinconia, un passato quasi dimenticato così come le sue intriganti tradizioni. Quella Milano degli anni Sessanta così ben raccontata ma soprattutto cantata da Enzo Jannacci con quel inconfondibile tono nasale e una voce con la quale, per dirla alla Dario Fo, era in grado di produrre un efficace e inimitabile rabelot linguistico, regalandoci perle come Faceva il palo, la commovente Vincenzina e la fabbrica e molti altri grandi successi. Canzoni e cabaret, che ieri sera hanno preso il volo grazie alla bravura dei musicisti che prendono il nome di Massimo Betti (chitarra), Stefano Fascioli (contrabbasso) e Giulia Bertasi (fisarmonica), tutti ottimi professionisti bravi nel arrangiare i pezzi tenendo bordone alla freschezza interpretativa di Stefano Orlandi, cantante e attore capace di ricoprire i ruoli relativi ai vari personaggi e storie, spesso surreali (nello stile di Jannacci appunto), raccontate nelle canzoni.

Bravissimo Orlandi a dettare il ritmo al resto del gruppo, con velocissimi cambi d’abito direttamente in scena, in base alla storia/canzone da interpretare.

Così la serata ha preso il volo immediatamente (iniziata con la proiezione di scene memorabili tratte da Romanzo Popolare, film del 1974 con regia di Monicelli che vedeva protagonisti, tra gli altri Ugo Tognazzi e Michele Placido), con il pubblico coinvolto, anche emotivamente, tra racconti di storie certamente immaginate, ma con un retrogusto a volte amaro che rifletteva la società di allora. Quella con una città e le sue grandi periferie e quartieri, dove spesso la vita era dura da affrontare quotidianamente ma dove vi era anche voglia di riscatto e vivere la vita in allegria con il poco che si aveva.

Ecco allora dipanarsi in quasi due ore di spettacolo,senza pause, una serie di racconti/canzoni che hanno lasciato il segno nella cultura musicale popolare non solo milanese.

Tra le già citate Vincenzina e la fabbrica e lo strampalato racconto di una pseudo rapina andata male grazie al Palo dell’Ortica, troviamo altre grandi canzoni come la indimenticabile Soldato Nencini, scritta da Jannacci omaggiando il padre partigiano.

Una serata davvero molto bella e divertente, che non poteva che concludersi con tre hit attese dal pubblico. Come la mitica El purtava i scarp de tennis (scritta nel 1964), Ho visto un Re (in origine cantata insieme a Dario Fo) con coinvolgimento del pubblico nelle strofe dialettali, con apoteosi finale determinata dal divertentissimo tormentone Vengo anch’io,No tu No (pubblicata nel 1968 raggiungendo il primo posto in classifica di vendite), con botta e risposta tra pubblico e cantante.

Insomma un’altra bella serata ricordando la prossima, venerdì 11 aprile, con Jacopo Fo ( e altri attori), che interpreterà alcuni personaggi portati in scena da papà Dario e Franca Rame.

redazione@varese7press.it