Alla Galleria Gracis di Milano la mostra sul Gruppo Crack: un ‘crack’ all’accademismo italiano del ’60.

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MILANO, 3 aprile 2025-Un sussulto nel panorama artistico italiano del Dopoguerra, una breve ma intensa stagione di contestazione e rinnovamento: fu il Gruppo Crack. Nato nel 1960 dall’unione di otto artisti di diverse generazioni e un poeta-critico, il collettivo si distinse per la sua polemica rottura con l’accademismo e il clima artistico dominante. Pietro Cascella, Piero Dorazio, Gino Marotta, Fabio Mauri, Gastone Novelli, Achille Perilli, Mimmo Rotella e Giulio Turcato, con la penna affilata di Cesare Vivaldi, scelsero un nome onomatopeico quanto mai efficace: Crack.

“Lo abbiamo ideato e concepito”, dichiararono con veemenza, “come una protesta contro l’accademismo che domina l’arte italiana, i santoni che la governano ed i tabù da essi imposti”. Un grido di indipendenza intellettuale che mirava a superare i rigidi confini tra informale e figurativo, astrattismo e realismo, rivendicando una libertà espressiva totale in termini di stili, medium e temi.

Ora, a distanza di oltre sessant’anni, e come spesso accade per le iniziative culturali più vivaci, è una galleria privata a riportare l’attenzione su questa fondamentale esperienza. La Galleria Gracis di Milano ospita, dal 20 marzo al 20 giugno 2025, la mostra “Il Gruppo Crack”, curata da Laura Cherubini, esperta studiosa di quel cruciale periodo di transizione e sviluppo dei linguaggi artistici a livello internazionale.

La mostra milanese ricostruisce quel momento effervescente, nato dalla “volontà comune di superare i vincoli dell’informale e dell’alternativa astrattismo/realismo degli anni precedenti”. Un’urgenza espressa con forza in un’unica mostra, allestita alla Galleria Il Canale di Venezia nell’agosto del 1960, e soprattutto attraverso la pubblicazione di un volume promosso in particolare da Mauri e Marotta insieme a Vivaldi, edito dalla casa editrice Krachmalnikoff. La Galleria Gracis espone, tra le altre opere, anche alcune di quelle riprodotte nel prezioso catalogo del 1960.

Particolare cura è stata dedicata anche in questa occasione al catalogo, edito da Manfredi Maretti, che raccoglie contributi critici della curatrice Laura Cherubini e di Francesco Guzzetti. Un volume che include anche la riproduzione integrale del catalogo storico del 1960, offrendo un’immersione completa nel pensiero e nelle opere del gruppo.

Un focus speciale all’interno della mostra è dedicato a Piero Dorazio, con l’esposizione di alcuni suoi rilievi che non venivano mostrati al pubblico da circa vent’anni, pur essendo stati documentati nel volume di Crack. Un’occasione imperdibile per riscoprire un aspetto meno noto ma significativo della produzione di uno dei protagonisti dell’astrattismo italiano.

In occasione della MILANO ART WEEK, la mostra “Il Gruppo Crack” sarà visitabile nella giornata di sabato 5 aprile dalle ore 11 alle ore 19. Un’opportunità per il pubblico di immergersi in un momento cruciale della storia dell’arte italiana, riscoprendo l’energia di un gruppo che, con il suo “crack” polemico, ha contribuito a scardinare le certezze del passato e a spianare la strada a nuove sperimentazioni artistiche.

Il Gruppo Crack
A cura di Laura Cherubini
Fino al 20 giugno 2025

Galleria Gracis, Piazza Castello 16, Milano
Tel. +39 02 877 807
gracis@gracis.com
galleriagracis.com

Giorni e orari di visita
dal lunedì al venerdì
10.00 – 13.00 | 14.00 – 18.00